A CORFÙ
Corfù, come canto immerso
Nel tuo mar guardo la tua costa
Onde giace il vento del ricordo
Di Venezia, lento fluire del tempo
Tra dolci scogliere che rapiscono
Gli animi della tua beltà,
Ora avvicini il tuo corpo
All’Italia che odora di inebriati
Profumi al tardare della sera,
E il tuo vento di rugiada sepolto
Dal mar d’inverno rende madida
La tua isola, la terra dé feaci
Che come marinai sussurrano all’ellade
Sapori di conquista,
Ah dolce Corfù!
Mostra il tuo amore a Roma come eterea speme immersa nel desiderio
Del cantore dei tuoi crisantemi
Fioriti dopo piogge che cadono intermittenti nell’autunno arido
Ove la tua vitalità rigoglia di verdi aurore