ODIO SLAVO
Guardo il fulgore
Stellato brillare ove il core
Non si schiude;
Odo il pianto di giuliani
Là in quella terra divelta
E pestata dalla barbarie slava,
Gli urli di italici corpi consumati
Negli abissi carsici ove la luna
Viene trafitta dal dolore,
Ora sospira l’ardente cuore un ritorno
D’Italia in quella terra con gli angeli
Che sussurrano parole di battaglia
Agli assassini slavi e loro discendenti
Che si cullano tra i morti di dolore atroce..
O Istria cara! Odi il lamento di esuli
Tra le tue cavità bisbigliare aiuto?
Odi il canto di bersaglieri anni prima
Quando una volontà ineluttabile condusse
A Pola i tuoi guerrieri?
Odi le feste quando il tricolore sventolava
Tra le tue strade in giubili e canti di patria?
Tutto barbaramente sepolto da una volontà dalmata di redimersi con Roma,
Uccisa da slavi anch’essi desiderosi di unire la Dalmazia alla loro nazione
E così cara Istria doni la morte dei fratelli Istriani come dolente ricordo
Nel suon della sconfitta atroce
onde la speme di rivalsa è viva
Di fronte a cotanto odio slavo