Il titolo V della Costituzione italiana va modificato. Difatti non si capisce le competenze tra Stato e regione riguardo ad opere pubbliche o altri fatti di rilevanza pubblica. Si rimbalzano le competenze e i pareri su ogni fatto e ciò comporta una lungaggine burocratica eccessiva. Ad esempio i piani di ricostruzione post sisma così come -doverosi – i piani di ricostruzione post bellici di alcune città proseguirebbero a rilento dato che non si sa di chi sia la competenza. Pertanto si propone di modificare il Titolo V della Costituzione ove definire chiaramente chi si deve occupare di una certa materia, chi di un’altra. Con il referendum del 2016 si è tentato, ma Renzi fu mandato a casa. Ora, se lo proponesse l’attuale governo di centrodestra, l’opposizione di sinistra direbbe che la Costituzione verrebbe stravolta o modificata e che è un attentato alla democrazia. In questo caso nulla di più falso: modificare il titolo V è lecito e giusto seppure tramite referendum potrebbe essere rischioso per le eventuali ricadute per cui si propone una modifica parlamentare in tal senso.