Il trattato di Osimo firmato tra Italia e Jugoslavia stabiliva rapporti di cooperazione e di buon vicinato tra due Stati e che gli accordi conclusi hanno creato condizioni favorevoli allo sviluppo di relazioni reciproche. Inoltre stabiliva che l’uguaglianza fra Stati, la pace e il rispetto dei diritti di sovranità della Jugoslavia sull’ex zona B non vadano intaccati con rinuncia dell’Italia dei propri diritti in favore degli assassini jugoslavi. Difatti è un trattato ampiamente criticabile cui la presidenza della Repubblica si ispira nel rapporto tra due nazioni, Italia e Slovenia, cui quest’ultima nonostante non abbia stipulato alcun trattato si considera erede della Jugoslavia. Come detto quanto stipulato è ampiamente criticabile su diversi punti ed occorre una revisione.
REVISIONE TRATTATO DI OSIMO E ARTICOLI:
- Non si possono negare le proprietà agli esuli e discendenti giuliani e istriani sia nella zona B che in tutta la Venezia Giulia ceduta per cui la cifra di 4,5 miliardi di euro richiesti da parte degli esuli allo Stato italiano devono essere concessi dagli Stati di Slovenia e Croazia permettendo così agli esuli la restituzione dei loro beni
- Si solleva una questione di Trieste, città che ha un importante porto ma stretta in una striscia di terra e ciò comporta mancanza di sbocchi a sud ed est per riemergere dunque latitano le occasioni di lavoro e le opportunità per giovani. Dunque c’è scarsa richiesta di nuove abitazioni e i prezzi sono bassi. Nonostante sia un importante porto, la città di Trieste ha perso l’importanza che aveva sotto l’impero austroungarico da quando è stata annessa all’Italia sia durante il fascismo che successivamente nel dopoguerra quando è tornata italiana. E’ innegabile che così non può andare avanti: si ha una costante diminuzione di abitanti e quale capoluogo di regione perderà sempre più importanza essendo relegata ai margini della penisola italiana.
- Si propone dunque in seno all’Unione Europea e in ragione dei crimini comunisti jugoslavi di cui è stata vittima sia la provincia di Trieste che la regione slovena del Litorale-Carso con Capodistria capoluogo la cui popolazione italiana costituiva la maggioranza, una restituzione di suddetta regione e capoluogo all’Italia con una possibile forma di autonomia per Trieste quale porto franco internazionale e nascita di nuove aziende italiane con aeroporto triestino nel nuovo territorio ceduto all’Italia. Dunque con ciò si chiede che nasca una provincia autonoma di Trieste con lingue parificate italiana e slovena affinchè la città possa arricchirsi culturalmente di una nuova lingua parlata che gode già di una minoranza, quella slovena, che verrebbe maggiormente tutelata in seno all’Italia sul modello di quanto garantito per la regione Trentino-Alto Adige e la provincia autonoma di Bolzano
- Con la restituzione di beni e territorio agli italiani e all’italia, si conclude un’era di rivalsa verso le ingiustizie perpetrate dagli jugoslavi di cui la nazione slovena è stata complice tant’è che nega i crimini comunisti. L’Italia non nega quelli fascisti, ma non accetta una rinuncia ai diritti degli esuli e ai propri in ragione di un’insensata realpolitik.