Milano: una città perduta e nascosta

Milano era una delle capitali del Rinascimento che dall’epoca rinascimentale ha cambiato volto. Difatti solo il quartiere Magenta mantiene qualcosa di quel periodo e seppur la città conservi ancora tanta bellezza nascosta, non è considerata una città d’arte. Tutt’al più si dice che Milano sia grigia e anonima e ciò è dato dai quartieri sorti con il dopoguerra dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale seppur il progetto iniziò negli anni ’30 in epoca fascista: vennero sventrati e demoliti completamente i quartieri Verziere, Pasquirolo, Bottonuto e San Babila che davano alla città un’ atmosfera medievale e rinascimentale. Ora tali quartieri sono stati sostituiti da palazzi anonimi e oggettivamente brutti come la torre Velasca e ciò è dato da scriteriati architetti del dopoguerra di scuola razionalista che hanno distrutto tanta bellezza. Perlomeno il centro storico deve vedere la riapertura dei navigli con l’espriopriazione e la demolizione di ciò che è stato costruito in stile razionalista e modernista a sud del Duomo per la ricostruzione dei quartieri Verziere, Pasquirolo, Bottonuto e San Babila affinché si costituisca un unico centro storico di cui si potrà dopo l’opportuna ricostruzione vagliare la candidatura a Patrimonio dell’umanità Unesco. Inoltre con ciò verranno alla luce le tante bellezze di Milano ora nascoste che la bruttezza ha ricoperto nell’immaginario collettivo.

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