L’Italia nel ‘600 era dominata dall’ arte barocca specialmente a Milano, Napoli e Palermo sotto il dominio spagnolo. La vita delle città era diversa da quella attuale: le strade erano strette, ingombre di baracche dei venditori ambulanti, piene di artigiani e ciarlatani. Nelle piazze vi erano i mercati rumorosi e sporchi dato che l’igiene non era contemplata. La popolazione si dedicava a lavori modesti: numerose erano le botteghe di artigiani, orefici, armaioli, cappellai, fabbri ecc. Gli operai lavoravano presso le botteghe 15 ore al giorno con modesti compensi e ciò aggravava le condizioni precarie date dal fatto che il governo spagnolo per mantenere l’esercito e i funzionari imponeva numerose tasse. La dominazione spagnola fu dunque svantaggiosa e non buona per il nostro paese.
A Milano nacquero: Palazzo Marino ora sede del Comune fatto costruire da Tommaso Marino, uomo d’affari genovese che si arricchì con le tasse sul sale; la chiesa di San Fedele per ordine di San Carlo Borromeo, i bastioni progettati dall’ingegnere G. M. Olgiati, il palazzo del Senato per ordine del cardinale Federico Borromeo, il palazzo di Brera, la chiesa di Sant’Alessandro e Palazzo Litta