Le arti con il consumismo di massa sono in declino. Difatti, mentre l’architettura già nel primo dopoguerra ha conosciuto la nascita di nuovi movimenti come razionalismo, minimalismo, modernismo e brutalismo con il conseguente effetto di bruttezza in tutte le città del mondo, la pittura, letteratura e la musica in Italia dall’ultimo decennio del ‘900 per poi proseguire negli anni’ 2000 hanno conosciuto un impoverimento, una commercializzazione di massa caratterizzata da cultura pop e superficiale che ha messo in mostra un livello d’arte basso e infimo del quale se un artista fosse serio non lo firmerebbe con il proprio nome. L’arte è decaduta e non se ne conosce la fine di questa decadenza ma certamente i social network hanno influito negativamente su questo processo di assottigliamento culturale comportando uno scarso lavoro per la realizzazione di forme d’arte con risultati scadenti.