Progetti per Messina

La città di Messina, un tempo opulenta e sfarzosa, ora è caduta in rovina dopo il terremoto del 1908. S’intende fare diventare la città il perno di un nuovo Rinascimento siciliano o mediterraneo, ma al fine di raggiungere ciò la città va ricostruita dov’era com’era prima del terremoto. Ciò deve avvenire con un restauro filologico combinato con l’ingegneria strutturale moderna: non si userebbero più i pesanti mattoni e la malta povera che nel 1908 si trasformarono in una trappola mortale, ma useremmo la tecnologia del XXI secolo nascosta dietro facciate antiche.
Visivamente la città sarebbe identica a quella del 1907, ma i materiali cambierebbero radicalmente:
• Isolatori sismici alla base: Sotto le fondamenta della Palazzata o del Duomo verrebbero installati giganteschi “cuscinetti” di gomma e acciaio (isolatori sismici). In caso di terremoto, il terreno sotto la città oscillerebbe violentemente, ma gli edifici rimarrebbero quasi immobili, fluttuando sopra la scossa.
• Scheletri intelligenti: Internamente, i palazzi avrebbero anime in acciaio autopulente o cemento armato alleggerito, capaci di assorbire l’energia cinetica senza crollare.
• Materiali leggeri per i tetti: I pesantissimi tetti in tegole e legno che schiacciarono i messinesi verrebbero sostituiti da strutture in fibra di carbonio o legni ingegnerizzati (come il CLT), leggerissimi e flessibili.
Il Waterfront della Palazzata come “Scudo”
La spettacolare cortina di palazzi sul porto diventerebbe un capolavoro di ingegneria:
• Oltre a essere antisismica, la nuova Palazzata dovrebbe fungere da barriera contro i maremoti (lo tsunami del 1908 fu devastante).
• Le prime dieci porte monumentali potrebbero essere dotate di paratie a scomparsa automatica (simili al sistema MOSE di Venezia o alle barriere giapponesi), capaci di sigillare il lungomare in pochi minuti in caso di allerta tsunami, proteggendo il centro storico alle sue spalle.

Inoltre le sedi attuali previste per il Mira dove si produrrà opere d’arte in un’ottica di un nuovo Rinascimento non possono essere le torri Morandi: edifici da demolire in quanto rappresentano un periodo buio dell’architettura, dunque trovare altre sedi magari in palazzi liberty oltre alla già prevista Villa Pace. Inoltre la proposta di Fratelli d’Italia di collocare l’archivio di Stato presso l’ex centro smistamento presso la stazione è pessima giacchè l’archivio di Stato per il contenuto prezioso di cui dispone deve trovare una sede più adeguata e non rozza e brutta oltre che sensibile a eventuali bombardamenti in caso di guerra.

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